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Progetti di ricerca

L'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT promuove e finanzia l'attività di ricerca a livello di Ateneo mediante il Fondo per la Ricerca Scientifica di Ateneo (FRSA). Quest'ultimo è costituito dai finanziamenti deliberati dal Consiglio di amministrazione e/o provenienti da istituzioni pubbliche o private. La sua dotazione ha valenza annuale. In base al Piano di Ricerca Annuale (PRA) il Fondo, oltre ad essere destinato a servizi per la ricerca e organizzazione eventi scientifici, è rivolto al finanziamento di progetti di ricerca in risposta al bando annuale.


Facoltà di economia

"Going green, buying green?". Environmental concern, anticipated guilt & pride, green product beliefs, and willingness to buy green fashion products. A study of Italian consumers.

Il progetto ha indagato il comportamento dei consumatori italiani nei confronti dei prodotti di moda sostenibile. I consumatori di moda sono sempre più preoccupati delle conseguenze negative per l'ambiente derivanti dal consumo eccessivo di prodotti di moda tradizionali. Tuttavia, i nuovi consumatori di moda si trovano spesso nella posizione di adottare comportamenti contraddittori, cioè pur professandosi sensibili, alla fine compiono scelte poco responsabili. Si pone quindi la domanda: Quali sono le barriere che aumentano le distanze tra le preoccupazioni ambientali, i giudizi effettivi sui prodotti verdi e le scelte di acquisto finali? La ricerca ha inteso rispondere a tali obiettivi conoscitivi indagando la coesistenza delle dimensioni relative all'efficacia percepita dal consumatore in termini di preoccupazione ambientale, senso di colpa e orgoglio anticipati (legati al consumo di moda verde) e controllo comportamentale per comprendere i potenziali ostacoli che impediscono ai consumatori di acquistare prodotti di moda verde. I risultati hanno rivelato che la rilevanza personale e l'efficacia percepita dal consumatore sono fattori significativi sia dell'atteggiamento che delle norme soggettive. Queste ultime esercitano anche un'influenza significativa sul senso di colpa e sull'orgoglio anticipati e sulle intenzioni di acquisto.

Facoltà di economia

Analisi degli ecosistemi imprenditoriali come reti di imprese

Il concetto di ecosistema, di fondamentale importanza per lo sviluppo economico e per l'innovazione, è stato introdotto nel campo delle organizzazioni negli anni '80 come metafora di un sistema di soggetti fortemente interconnessi. Quando tale sistema agisce nella prospettiva di attenzione alla collettività e alle comunità, includendo le forze sociali, culturali ed economiche nel processo imprenditoriale, si utilizza in letteratura il termine "ecosistema imprenditoriale".

Negli ultimi anni il concetto di ecosistema imprenditoriale ha ricevuto grande attenzione sia nel campo del management e dell'innovazione, sia nella ricerca scientifica, come testimoniato dal crescente numero di articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali, anche di grande rilevanza. La ragione risiede nelle moderne prospettive date dalla capacità di gestire la complessità mediante la quale siamo in grado di fornire risposte alle problematiche culturali, imprenditoriali ed economiche necessarie al corretto andamento di un ecosistema.

La domanda di ricerca alla quale questo progetto vuole rispondere è se sia possibile definire una serie di dimensioni imprenditoriali e un sistema di misure ad esse collegate grazie alle quali riconoscere se un sistema di aziende, anche distribuite tra più nazioni, possieda le caratteristiche proprie di un ecosistema. Al fine di riuscire in questo intento si vuole costruire una metodologia innovativa di analisi partendo dal presupposto che sistemi di agenti interconnessi possono essere modellizzati come una rete interorganizzativa e studiati mediante la Teoria della complessità. Grazie a tale paradigma e, contemporaneamente, all'individuazione delle dimensioni imprenditoriali, sarà possibile costruire un modello di analisi utilizzando le metriche delle Complex Networks e della Social Network Analysis.

Facoltà di economia

Arte e tecnologia: l'innovazione tecnologica come strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale

Il progetto intende indagare potenzialità e rischi derivanti dalla coniugazione del mondo digitale, dell'innovazione tecnologica, con quello, apparentemente più statico, dei beni culturali al fine di individuare parametri di riferimento attorno ai quali costruire un modello di integrazione che garantisca la complementarietà e interoperabilità di tutte le componenti del sistema culturale come driver strategico per lo sviluppo equo e sostenibile dei territori nonché come espressione e luogo per la costruzione delle identità individuali e collettive, dei nuovi vincoli sociali e, conseguentemente, della creazione del capitale sociale. Definire quindi un ripensamento del patrimonio culturale come possibile piattaforma di sviluppo grazie al potenziamento di direttrici di sviluppo presupponenti una reale capacità imprenditoriale, in grado di garantire quella evoluzione di un modello integrato, in parte già avanzato con la formula, anch’essa oggetto di approfondimento nel progetto, dei distretti culturali evoluti, intesi come rete di relazioni, capaci di generare ecosistemi supportivi per l'innovazione, integrando la filiera culturale con le altre filiere produttive. Una dimensione che, accanto allo studio delle potenzialità e degli ambiti di applicazione della innovazione tecnologica nel settore dei beni culturali, si pone quale base di un ulteriore approfondimento che sarà dedicato allo specifico del PNRR che alla cultura (e al turismo anch'esso oggetto di uno specifico focus della ricerca nella sua dimensione binaria con la cultura) dedica una specifica missione.

Facoltà di economia

Cosmopolitismo, animosità economica, etnocentrismo e comportamento d'acquisto in Russia. L'embargo sta creando un nuovo patriottismo russo?

Dal punto di vista metodologico, lo studio è condotto attraverso 2 fasi successive. 
In particolare, la prima fase, di natura qualitativa, è volta ad effettuare una approfondita review della letteratura sui diversi temi oggetto dello studio. La seconda, di natura quantitativa, comprende i seguenti task: 

  1. selezione di un campione di 500 consumatori russi residenti nelle principali città;
  2. predisposizione di un questionario strutturato;
  3. somministrazione del questionario, attraverso l'affidamento all'esterno dell'attività di field ad una società di ricerca di marketing specializzata;
  4. l'elaborazione dei risultati e la discussione delle conclusioni.


Disseminazione della ricerca


I risultati dello studio sono oggetto di divulgazione sia verso il mondo delle imprese e delle istituzioni, attraverso l'organizzazione di un workshop promosso dal Centro di ricerca MADEINT, sia verso la comunità scientifica nazionale e internazionale, mediante la produzione di uno/due articoli scientifici da sottoporre a riviste internazionali e partecipazione ai convegni internazionali di riferimento nella comunità accademica di marketing.

Facoltà di economia

Country of Origin Effect, strategie di marketing internazionale ed export performance delle imprese del made in Italy

Il progetto si svolge nell'ambito delle attività del nuovo Centro di ricerca sul made in Italy (MADEINT). Dal punto di vista metodologico, lo studio è condotto attraverso 2 fasi successive: la prima fase, di natura quantitativa, comprende tra i suoi task la selezione di un campione di 1000/1200 imprese operanti nei principali settori del made in Italy; la seconda in una serie di interviste in profondità ad una selezione di imprese made in Italy.

Disseminazione della ricerca

Divulgazione dei risultati attraverso l'organizzazione di un workshop promosso dal Centro di ricerca MADEINT e partecipazione ai due convegni internazionali di riferimento nella comunità accademica di marketing a livello nazionale e internazionale.

Facoltà di interpretariato e traduzione

Criteri metodologici dell'analisi contrastiva tra lo spagnolo e le altre lingue

Tradizionalmente all'analisi contrastiva si attribuisce grande importanza nella didattica delle lingue e in particolare di lingue affini quali lo spagnolo e l'italiano. Se si analizza il modo in cui vengono messe a confronto le lingue si scopre che di solito si tratta di osservazioni su singoli fenomeni spesso in contesti specifici condotte in modo aneddotico e che non vengono messi a confronto veri e propri sistemi. Non si studiano i diversi fenomeni in tutte le loro potenzialità per vedere come poi questi si inseriscono nel sistemalingua di partenza né si studiano potenziali rese o traduzioni nella lingua d'arrivo in modo sistematico. Inoltre non si studiano sistemi complessi in cui si capisca bene qual è il ruolo dei diversi elementi in seno alla lingua. Ciò fa sì che l'analisi contrastiva diventi un elenco di osservazioni superficiali spesso in contrasto con alcuni usi. Questo progetto si propone di confrontare gli studi contrastivi in diversi ambiti per giungere a una descrizione dettagliata delle metodologie applicate in questo lavoro per poi lavorare non su elementi isolati o su microsistemi o singole opposizioni binarie, bensì su macroaree, cercando di giungere alla descrizione di ogni elemento all'interno dell'organismo complesso che è la lingua e di studiare come si inseriscano in un sistema più ampio. Il progetto ha l'obiettivo di soffermarsi principalmente sui processi metodologici cercando di individuare procedure ed eventuali materiali cui fare ricorso nell'analisi in modo da offrire una più ampia prospettiva del contrasto linguistico e di giungere alla descrizione di criteri metodologici comuni che possano validi per tutti coloro che lavorino all'analisi contrastiva delle lingue, indipendentemente dai loro ambiti di lavoro e delle lingue considerate. Sebbene il gruppo sia composto per lo più da studiosi della lingua spagnola operanti in Italia nello svolgimento del progetto saranno prese in considerazione diverse lingue. 

Facoltà di economia

Customer Xenocentrism vs Consumer Animosity as Countervailing Influences on Purchase Behavior

The recent application of (sociological) xenocentrism construct (Kent and Burnight, 1951) in the consumer behavior domain has sparked increased research in the behavior of xenocentric consumers. Consumer xenocentrism is defined as a "consumer's internalized belief of the inferiority of domestic products and a corresponding propensity to prefer foreign products for social aggrandizement purposes" (Balabanis and Diamantopoulos, 2016, p. 61). Although a newcomer in international marketing literature, consumer xenocentrism has been found to be a very promising construct for explaining consumer preferences for foreign products and brands and the rejection of their domestic counterparts (Diamantopoulos et al., 2018). Indeed, a recent comparison of the predictive ability of five consumer dispositions (ethnocentrism, cosmopolitanism, xenocentrism, global identity, local identity) concludes that "the system justification theory based construct of consumer xenocentrism consistently explains both types of biases (toward domestic and foreign products)" (Balabanis et al. 2019, p. 51). However, extant research has failed to explicitly take into account consumer sentiments towards the specific foreign country, the products of which are ostensibly preferred (over domestic offerings) by xenocentric consumers. For example, Diamantopoulos et al. (2018) - using a sample of Russian consumers - empirically demonstrated that consumer xenocentrism is positively related to consumer preferences for Italian (shoe) brands and negatively related to preferences for Russian brands but the authors did not explicitly consider whether Italy is perceived as an affinity country by Russians. If this were to be the case, then the observed effects of consumer xenocentrism may well be confounded with the effects of consumer affinity. Thus county specific sentiments and xenocentric tendencies need to be disentangled when empirically investigating consumer preferences for foreign products and brands.

Facoltà di interpretariato e traduzione | Facoltà di economia

EntreComp e LifeComp: Learning In&Out Classroom in Higher Education. Evidences from Italy and Brazil

A partire da d.lgs. 297/1999 le Università italiane hanno potenziato la valorizzazione dei risultati di ricerca attraverso esperienze formative di incubazione-accelerazione di imprese spin-off e start-up nell'alveo della terza missione e basate sulle competenze chiave EntreComp e LifeComp. 
Dopo 20 anni, tali esperienze risultano consolidate pur con differenti riferimenti epistemologici, metodologici e organizzativi non ampiamente analizzati. 
Il valore innovativo risiede nel sistematizzare da un punto di vista epistemologico, metodologico e organizzativo tali esperienze accademiche fornendo altresì una criteriologia per progettare simili esperienze. In ragione di ciò, il valore aggiunto è duplice in quanto offre un contributo:
- alla comunità scientifica: stato dell'arte su esperienze formative di incubazione-accelerazione di imprese spin-off e start-up sviluppate in Italia in 20 anni;
- alla comunità UNINT: criteriologia epistemologica, metodologica e organizzativa per poter progettare esperienze formative di incubazione-accelerazione di imprese spin-off e start-up in ragione dei risultati di ricerca.
In ragione dell'abstract discusso si riporta la domanda di ricerca e l'obiettivo di ricerca al fine di poter strutturare gli obiettivi generali e specifici del progetto.

Domanda di ricerca: Quale criteriologia epistemologica, metodologica e organizzativa è possibile formulare al fine di informare l'elaborazione di un modello formativo per lo sviluppo dell’imprenditorialità in UNINT in ragione sia dall'analisi sistematica della letteratura tematica sia delle esperienze tematiche presenti in contesto italiano e brasiliano? 
L'obiettivo generale di ricerca consiste nell'esplorare da un punto di vista epistemologico, metodologico e organizzativo le esperienze accademiche di incubazione e accelerazione di imprese spin-off e start-up in contesto italiano e brasiliano in ragione di alcuni criteri euristici definiti ad hoc al fine di pervenire a una criteriologia per la progettazione di modelli formativi sul tema dell'educazione all'imprenditorialità in contesto universitario.

Facoltà di interpretariato e traduzione

Eurolect Observatory Project

Facoltà di interpretariato e traduzione

GEROM

GEROM è il prodotto finale di un progetto italo-tedesco nato e realizzato all'interno del Fachbereich Translations-, Sprach- und Kulturwissenschaft (FTSK) della Johannes Gutenberg-Universität Mainz/Germersheim e della Facoltà di interpretariato e traduzione (FIT) dell'Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT. Il progetto si è articolato in due fasi, comprese tra il 2013 e il 2015. Nella prima fase i coordinatori del progetto (Fantinuoli e Proia) hanno riunito in due gruppi di lavoro studenti e laureandi delle due facoltà per valutare quale sia stato il contributo della terminografia (cartacea e online) al dialogo italo-tedesco. Nella seconda fase è stata organizzata una Tavola rotonda che ha permesso il confronto con professionisti delle lingue, ricercatori e docenti universitari specializzati in terminologia e linguistica dei corpora.

Disseminazione della ricerca

  • Presentazione alla UNINT della versione beta di GEROM l'11 maggio 2015;
  • presentazione di GEROM presso l'Università degli Studi Roma Tre (10 novembre 2017), presso l'Institut für Romanistik/Universität Potsdam (10 luglio 2019).

Principali pubblicazioni 

Monografia a cura di Claudio Fantinuoli e Fabio Proia, Terminologia e corpora per il dialogo italo-tedesco. Strumenti tradizionali e nuove applicazioni, Roma, Aracne, 2015.

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